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Cascà di Carloforte

Una ricetta dalla storia antica

Oggi vi parleremo di un piatto nato dal connubio di diverse culture e tradizioni culinarie che vede al centro della storia i coloni liguri. All’epoca in cui “La Serenissima Repubblica di Genova” dominava il Mediterraneo, furono creati innumerevoli insediamenti commerciali che, ancora adesso, portano il segno del suo passaggio; tra questi, uno è Carloforte, una piccola isola facente parte dell’arcipelago sardo. 

Nell’ Aprile del 1738, infatti, un gruppo di pescatori pegliesi si spostarono dall’Isola di Tabarka, località tunisina nella quale si erano insediati nel 1540, in Sardegna e, più precisamente, nell’isola di San Pietro, fino ad allora disabita, creando il comune di Carloforte, per continuare nella loro attività dedicata alla pesca dei coralli, presenti sui fondali dell’isola. In questa impresa non furono soli; difatti, ai 379 tabarkini si unirono 83 coloni provenienti direttamente dalla Liguria.

In ambito culinario, simbolo di questa fusione è il cascà di Carloforte, o tabarchino, un piatto portato dai coloni liguri ma di origine araba che nasce, più precisamente, su ispirazione del cous cous tunisino. 

Questo piatto non è sicuramente tra i più facili o i più veloci da preparare, ma il suo gusto varrà il tempo impiegato per metterlo in tavola. Vediamo insieme i passaggi di questa ricetta! 

Ingredienti: 

  • Cous cous 250 g 
  • Verza ½ 
  • Ceci 150 g 
  • Carote 3 
  • Cipolla 1
  • Cavolfiore 1
  • Carciofi 2
  • Finocchietto selvatico 1 mazzetto 
  • Spezie in polvere (coriandolo, cannella, anice stellato, chiodi di garofano, noce moscata)
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.

Preparazione

Prima cosa: se i ceci utilizzati sono secchi, prima d’iniziare con le altre preparazioni, lessateli in acqua salata per 45 minuti in una pentola. Se, invece, li avete pronti in scatola, verranno uniti a fine preparazione. Nel frattempo, mettiamo a bollire 250 ml di acqua con un cucchiaino di olio extravergine. Una volta raggiunta l’ebollizione, versate il cous cous nella pentola e lasciatelo riposare, coperto, fino a quando non avrà assorbito tutta l’acqua e sarà aumentato di volume. 

Aggiungete ora un filo di olio e sgranatelo. 

Adesso, procediamo con la preparazione delle verdure: tritate la cipolla e fatela rosolare in una padella con due cucchiai d’olio. Una volta dorata, tagliate le carote, la verza, il cavolfiore e il finocchietto e mettete a cuocere con la cipolla, stando attenti ad aggiungere poco a poco un filo di acqua per completare la cottura.  A questo punto, in un’altra padella, scaldate dell’olio e rosolate uno spicchio d’aglio; una volta dorato, aggiungete i carciofi a pezzetti e fate cuocere per circa 15 minuti. 

A questo punto, in un’altra padella, scaldate dell’olio e rosolate uno spicchio d’aglio; una volta dorato, aggiungete i carciofi a pezzetti e fate cuocere per circa 15 minuti. 

Terminata la cottura di tutti gli ingredienti, uniteli in una terrina e aggiungete le spezie a vostro piacere. Il vostro Cascà è pronto per essere servito!

Consigli 

Per un sapore più intenso e un aroma più profumato vi consigliamo di utilizzare sempre verdure di stagione; nel caso in cui non fosse possibile avere i carciofi, potete sostituirli con zucchine, melanzane o piselli. 

Sebbene il Cascà sia nato, nella sua versione tradizionale, come un piatto vegetariano, nel corso degli anni è stato rivisto in più varianti, tra cui quella di pesce. In aggiunta alle verdure, vi consigliamo di provare questo piatto con i filetti di tonno, altro caposaldo della tradizione Carlofortina. E se volete una una versione ancora più ricca e appetitosa, potete mischiare i gusti di mare e di terra. 

Allo stesso modo potete utilizzare, al posto del cous cous lo Scucuzzun, una pasta di semola di grano duro di tradizione ligure di dimensioni leggermente più grandi del cous cous. 

Se volete conoscere più nel dettaglio la storia di Carloforte, visitate il sito 

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