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Alle radici del gusto: la storia del pandolce genovese

All’avvicinarsi del Natale, ti raccontiamo oggi la storia del dolce che maggiormente rappresenta la tradizione ligure nel quadro di questa festività. Naturalmente, stiamo parlando del pandolce genovese. Sostiene lo storico Luigi Augusto Cervetto che le origini del pandolce siano da cercare a Oriente: secondo lo studioso, si tratta del rimaneggiamento di un antico dolce persiano, guarnito con uva secca e pinoli, a cui successivamente sarebbe stata aggiunta anche la frutta candita. Il dolce che, seguendo la tradizione di quella terra lontana, veniva offerto al re da un fanciullo il giorno di Capodanno.

Arrivata la tradizione da Oriente fino al capoluogo ligure, il re viene sostituito dal capofamiglia, il patriarca, mentre è il più giovane del gruppo a offrire il dono, abbellito con un ramoscello di ulivo, simbolo di pace e serenità. Dopo avere, con riverenza, salutato tutti i presenti con un bacio ed essere quindi arrivato al patriarca, a questi affidava l’onore di tagliare il pandolce mentre, da tradizione, la madre recitava una formula benaugurale, rigorosamente nella nostra lingua regionale:

“Vitta lunga con sto’ pan, prego a tutti sanitæ, comme ancheu, comme duman, affettalu chi assettae, da mangialu in santa paxe, co-i figgeu grandi e piccin, co-i parenti e co-i vexin, tutti i anni che vegnià, cumme spero Dio vurrià.

(Vita lunga con questo pane! Prego per tutti tanta salute, come oggi, così domani affettarlo qui seduti, per mangiarlo in santa pace coi bambini, grandi e piccoli, coi parenti e coi vicini, tutti gli anni che verranno, come spero Dio vorrà”).

 Secondo diversi cultori delle tradizioni liguri, una fetta veniva messa da parte per essere offerta al primo povero che avesse bussato alla porta. Alcuni autori riportano anche che un’altra fetta venisse conservata per la festa di S. Biagio, protettore della gola, che ha luogo il 3 febbraio. Questo pandolce originario manteneva comunque alcune differenze importanti rispetto al pandolce genovese come lo conosciamo oggi. Ai tempi, veniva cucinato solo in casa e, poiché il processo di lievitazione di questo dolce, richiede una temperatura alta costante, si narra addirittura che le signore lo portassero con sé a letto, insieme allo scaldino.  

Leggenda vuole che, nel secolo XVI, Andrea Doria storico ammiraglio (non doge, come spesso erroneamente riportato) della Repubblica di Genova abbia incoraggiato l’apporto di migliorie al dolce, indicendo tra i pasticceri genovesi un concorso per creare un dolce che potesse conservarsi in buone condizioni nei lunghi viaggi in mare, La ricerca di nuove soluzioni nell’ambito della pasticceria ligure avrebbe portato ad affiancare al dolce classico una versione alta, che ha favorito l’esportazione del prodotto in tutto il mondo, conosciuto in lingua inglese come Genoa cake, la “torta di Genova”.

Noi di Bottega Ligure, sempre attenti alle delizie della nostra regione, vi offriamo due prelibate versioni di pandolce basso, realizzati della storica Pasticceria Vigo di Masone (GE), un fiore all’occhiello della produzione dolciaria della nostra regione: la versione classica e la variante con fichi e noci. Entrambe sono disponibili in tre formati: 300g, 750g e 1kg. Che aspetti, dunque? Visita il nostro catalogo, scegli il tuo pandolce preferito e regalati un Natale pieno di gusto e dolcezza! …E, per aggiungere ulteriore sapore alla festa, perché non considerare le nostre confezioni natalizie?